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Alternanza scuola lavoro: studente-docente due opinioni a confronto

 

Quello dell'alternanza scuola-lavoro è un tema delicato che continua a generare un acceso dibattito. Abbiamo voluto mettere a confronto la percezione dell'attività da due punti di vista differenti: quello di chi la vive in prima persona, Sara, studentessa del Liceo Artistico "Nani-Boccioni" di Verona e quello di chi la organizza e segue i ragazzi, la docente referente di classe per l'alternanza, la Prof.ssa Lina Costantini, insegnante di architettura presso il Liceo Artistico.

 La testimonianza di Sara, studentessa del Liceo Artistico "Nani-Boccioni" di Verona

1. Quali attività hai svolto durante l’ASL?
L’alternanza scuola lavoro svolta l’anno scorso in 3^ era principalmente incentrata sulla formazione sulla sicurezza negli ambienti di lavoro e in particolare in cantiere; il percorso dunque è iniziato con diverse lezioni a scuola riguardanti la sicurezza, seguite dalla visita alla sede dell’ESEV, dove i referenti ci hanno illustrato il complesso del cantiere e le varie zone interne che lo compongono con la compilazione del cartello di cantiere; in seguito abbiamo svolto delle attività che prevedevano la ricerca dei rischi e dei pericoli in diverse situazioni e il modo per prevenirli.
Successivamente abbiamo fatto visita al cantiere del Palazzo del Capitanio a Verona, che ci ha permesso di osservare da vicino come funziona un cantiere; a questo proposito ci sono state illustrate le diverse tecniche di restauro e ristrutturazione, in particolare la sistemazione di un affresco.
La seconda parte dell’alternanza prevedeva invece un’attività legata al bastione di San Giorgio a Verona; dopo esserci recati nella sede del cantiere per una visita guidata e un’attività a gruppi che consisteva nella misurazione della parte di un rilievo murario con le relative documentazioni, siamo passati alla fase conclusiva del progetto: la realizzazione delle tre tavole in riferimento al rilievo, con il relativo modello in 3d del parametro murario in cui ogni gruppo ha operato.
Oltre all’ASL durante il periodo scolastico ho svolto anche un percorso di stage estivo di quaranta ore in un negozio di arredamenti, in cui ho adoperato più sul settore dell’arredo e mi sono occupata di inserire determinati prodotti nel sito del negozio.

2. In che misura ritieni che l’esperienza svolta ti abbia consentito di sperimentare il mondo del lavoro? Che impressione ne hai ricavato? Quali competenze hai avuto modo di acquisire? L’attività aveva attinenza con il tuo percorso di studi?
Trovo che il progetto scolastico in generale sia stato attinente alla formazione del nostro indirizzo, in particolare la parte riguardante la sicurezza in un ambiente di lavoro; inoltre le lezioni di cantieristica, con le relative visite, ci hanno permesso di sperimentare dal vivo un ambiente di lavoro coerente con la nostra specializzazione, con i possibili rischi e pericoli e il modo per prevenirli.
La parte che ho trovato più interessante è stata quella relativa al progetto del bastione, poiché ci ha permesso di operare in modo autonomo, su attività che in futuro potrebbero tornare utili a coloro che decideranno di intraprendere questo tipo di percorso.
Anche l’alternanza estiva dello stage mi è tornata utile nell’ambito dell’arredamento, poiché ho avuto modo di conoscere diverse tipologie di arredo e studiarne le forme e i materiali.

3. Hai percepito alcuni aspetti negativi? L’impegno che ha comportato l’attività ha influito con i tuoi ritmi di studio?
Nonostante vi siano stati molti aspetti positivi riguardanti appunto la formazione personale, ho riscontrato difficoltà in alcuni periodi dell’anno, soprattutto per quanto riguarda l’impegno di studio nelle altre materie, poiché l’attività di ASL ha occupato parecchie ore pomeridiane, anche se sono state impiegate in un progetto pur sempre scolastico

4. È stata un’esperienza nel complesso positiva? Ritieni che sia stata utile? La rifaresti?
Al di là delle difficoltà, trovo che sia stato un bel percorso che, come ho già detto, ci ha permesso di avere una formazione sulla sicurezza e nello stesso tempo lavorare su un progetto in modo autonomo; questo sicuramente potrebbe tornare utile un giorno. Ho trovato interessanti la maggior parte delle lezioni svolte, in particolare quelle pratiche; sicuramente alcune lezioni sarebbe interessante riprenderle in modo più approfondito. Per quanto riguarda lo stage di ASL sicuramente sarà un’esperienza che voglio rifare anche nel quarto anno, forse in itinere o nel periodo di vacanza, per approfondire ulteriormente le tematiche e gli argomenti che ho affrontato in classe e anche nell’anno precedente in ASL.

La testimonianza della Prof.ssa Lina Costantini, insegnante di architettura presso il Liceo Artistico

Per la mia 3F l’anno scorso il progetto di alternanza scuola-lavoro è stato organizzato come una formazione d’indirizzo, in collaborazione con l’ESEV-CPT (Centro Paritetico per la formazione, la sicurezza ed i servizi al lavoro di Verona). Abbiamo concordato con il Centro degli incontri riferiti ad argomenti che interessano l’architettura e l’ambiente, quali la rigenerazione urbana, il restauro, l’intervento nell’ambiente con la bioarchitettura, durante i quali sono intervenuti degli esperti. Quella con ESEV è una collaborazione che abbiamo da tre anni, il primo anno non è stata un’alternanza scuola-lavoro, ma l’abbiamo proposta come un approfondimento per i ragazzi del quinto anno. L’anno scorso, oltre alla formazione, i ragazzi sono stati coinvolti anche in una parte operativa con l’obiettivo di realizzare un prodotto finale. Dopo l’incontro sulla sicurezza in cantiere i ragazzi sono stati portati a Forte San Giorgio dove, a seguito della visita “turistica” per raccogliere le informazioni sul bastione, a gruppetti hanno fatto un rilievo di alcune sue parti. Gli studenti hanno imparato cos’è il rilievo, riportato i dati acquisiti su una tavola, successivamente su autocad ed infine hanno realizzato dei plastici volumetrici. In tutto questo lavoro siamo stati seguiti da un architetto dell’ESEV. La parte pratica dell’esperienza e i prodotti che hanno realizzato sono stati valutati dal referente aziendale e da noi con una scheda intermedia servita come verifica su quello che avevano appreso. Per alcuni ragazzi c’è stata anche la possibilità di fare degli stage estivi presso enti che si occupano di architettura o ambiente. Siamo contenti dei nostri ragazzi, si sono comportati bene e hanno apprezzato questa nuova esperienza.

1. Che ruolo ha avuto nello svolgimento dell’attività? Quale impegno ha comportato l’attività? Ci sono stati dei problemi? Aspetti positivi o criticità emerse dall’esperienza.
Per noi insegnanti è abbastanza dura, nella nostra scuola è stato privilegiato, come referente di classe per l’alternanza, il docente d’indirizzo (nel caso della 3F ero io), perché già negli anni precedenti ci siamo sempre occupati di organizzare progetti molto vicini all’alternanza scuola lavoro. D’altronde affidare l’incarico ad altri colleghi non è semplice; alcuni si sono prestati per darci una mano ma ci sono state difficoltà. Il problema fondamentale è la burocrazia che c’è attorno, il lavoro domestico di controllo, che è necessario fare ma è lunghissimo e impiega veramente molto tempo. Questa è la parte più pesante, ma dobbiamo d’altronde controllare tutto perché questo andrà allegato al curriculum del ragazzo. A mio avviso non siamo gratificati abbastanza rispetto al lavoro che facciamo.
Aspetti positivi sono stati veder crescere i ragazzi: hanno acquisito la padronanza di certe situazioni, si sono saputi organizzare e sono maturati. Anche per noi insegnanti è stato molto interessante; per me, per esempio, che sono del settore, andare in cantiere e vedere cose nuove, tecniche nuove è stato formativo. Un’altra cosa positiva è che tra noi referenti ci diamo molto una mano, ci scambiamo dei pareri, ci supportiamo e confrontiamo per trovare soluzioni ai problemi che si presentano. Sono stati due anni abbastanza duri, le risposte arrivavano pian piano, adesso siamo un pochino più forti e ci sembra di aver capito meglio.

2. Ritiene che sia un’attività realmente efficace, formativa e utile per i ragazzi?
Sì l’avevamo già sperimentata prima; noi, come Liceo Artistico, avevamo già organizzato dei progetti simili. Questa dell’ASL è un’attività più elaborata, perché deve rispondere a dei quesiti finali ben impostati, per i ragazzi è un’esperienza altamente formativa.

3. Durante il periodo di svolgimento dell’attività i ragazzi hanno avuto difficoltà ad organizzare lo studio parallelamente all’attività di alternanza?
È vero, qualcosa va a discapito della programmazione normale delle discipline d’indirizzo, perché noi coinvolgiamo i ragazzi soprattutto nelle nostre ore, facciamo qualche ora pomeridiana, ma le uscite e quasi tutti gli interventi sono fatti al mattino. C’è da dire che alla fine recuperiamo queste “lacune”, perché i ragazzi maturano e diventano più autonomi e capaci di organizzare meglio il lavoro. Chiedere ore a colleghi di altre materie non è facile, perché l’attività didattica, nei giorni in cui non ci sono i ragazzi, risulta “spezzettata”. Comunque gli studenti erano molto felici di imparare ad utilizzare programmi diversi da quelli della scuola e di fare esperienza del mondo del lavoro. I referenti hanno seguito molto i ragazzi. Non si è lamentato nessuno.

A cura di Rosamaria Provenzale

SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO, FORMAZIONE POST-DIPLOMA