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Agricoltura veneta trainata dai giovani

Dal 2015 incremento del 20% di imprese guidate da under 35. “Servono più risorse per un salto imprenditoriale” afferma Alex Vantini, delegato regionale di Coldiretti Giovani Impresa.

In Veneto sempre più giovani fanno impresa nel settore agricolo.  Dal 2015 al 2020 è infatti avvenuto un incremento del 20% di imprese coordinate da under 35 che hanno deciso di scommettere in quest’ambito diventandone un vero e proprio traino. Parliamo di circa tremila nuovi imprenditori e imprenditrici a partire sempre dall’anno 2015. Un andamento che supera quello nazionale che rivela una crescita del 14%.

Il Veneto è una regione con forte vocazione agricola e non manca la materia prima per sviluppare questa vocazione in un progetto concreto, come testimoniano i numeri forniti da Coldiretti Veneto. “La nuova generazione dell’agricoltura produce infatti fatturati che sfiorano i 250 mila euro rispetto al livello nazionale inferiore ai 100 mila euro” evidenzia Coldiretti Veneto basandosi sulle elaborazioni effettuate sui dati Istat incrociati con quelli del Programma di Sviluppo Rurale. “Si tratta di migliaia di capitani di impresa che hanno investito più di 300 milioni di euro - commenta nella nota di Coldiretti Alex Vantini, delegato regionale di Giovani Impresa - I numeri per accedere ai contributi esprimono una classe di imprenditori agricoli qualificata data dal titolo di studio, laurea o diploma in agraria, dalla qualità e certificazione delle produzioni: a denominazione o biologica”.

Idee e intraprendenza che si trovano però a fronteggiare un ostacolo non da poco: “Le risorse ridotte impediscono ad una miriade di altre potenziali realtà di essere finanziate e di fare il salto imprenditoriale. Un giovane su tre è obbligato alla rinuncia al sostegno per l’insediamento a causa delle insufficienti risorse finanziarie sacrificando un potenziale di progetti di alta tecnologia applicata in stalle, produzione e trasformazione di specialità con annessa vendita diretta. Tale rinuncia chiude le porte alle scelte green e agli indirizzi agronomici ecosostenibili, riduce la diffusione di fattorie didattiche, solidali e non sostiene la conservazione e tutela del paesaggio data dalla presenza degli imprenditori agricoli anche su aree marginali con attività di accoglienza, ristorazione e agri-benessere”.

I giovani credono nell’agricoltura ma serve un passo in più come sottolinea il comunicato di Coldiretti: “Le esperienze avviate in questi anni sono avvenute grazie all’approvazione del 68% delle istanze finanziate. Occorre incrementare con ulteriori risorse la voglia di imprenditoria crescente tra i giovani agricoltori che sono il traino produttivo dell’intero comparto”.

Coldiretti evidenzia anche l’esigenza di politiche a favore dell'agroalimentare e all'altezza del potenziale manifestato dagli operatori. “Servono segnali di giustizia, equità e rispetto per incrementare le fila di un esercito giovanile pronto ad affrontare le sfide del mercato con accordi di filiera trasparenti e regole chiare che restituiscano dignità ad un settore che mette in sicurezza milioni di cittadini e consumatori”.

L’agricoltura è un settore che permette di coltivare il talento di giovani imprenditori/imprenditori, servono però ulteriori strumenti per irrigare sviluppo e continuità con concretezza.

                                                                                                                                                                                                      Sara Bellingeri

 

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