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Quale scuola superiore scegliere? Arriva il servizio di orientamento!

Intervista con Lisa Conforto, direttrice di COSP Verona che da anni si confronta con ragazzi e ragazze di varie età. “Fronteggiare i cambiamenti complessi è un’abilità che dovrà essere messa in gioco dalle nuove generazioni” racconta.

Tempo di scelte che si affacciano sul futuro coinvolgendo riflessioni ed emozioni del presente. Uno dei servizi cardine concretizzati da COSP Verona è proprio l’orientamento, parola inclusa non a caso nel nome stesso del Comitato provinciale per l’Orientamento Scolastico e Professionale.

Un’attività che la realtà veronese gestisce da 30 anni coinvolgendo finora circa 9.000 persone tra studenti, genitori e insegnanti. Tutto questo affiancando un costante impegno sul fronte del confronto con aziende e professionisti.

L’orientamento ha diverse funzioni: quella di chiarimento nonché di supporto nell’individuare e capire autenticamente quali sono le motivazioni, le abilità e gli interessi reali di chi sta intraprendendo una scelta, fase importante e non sempre semplice da gestire. In questa occasione ci focalizziamo sul servizio di orientamento rivolto agli studenti e alle studentesse delle scuole secondarie di primo grado, ossia le medie. Un’attività che si rapporta a un’età speciale e delicata come quella dell’adolescenza. Ne parliamo con Lisa Conforto, direttrice di COSP Verona.

Lisa, in merito al tema della scelta, che cosa viene reputato più importante dai ragazzi e dalle ragazze di questa età: frequentare una scuola che dia sbocchi lavorativi, che permetta di affrontare contenuti che li appassionino oppure altro?

“La scelta si basa sulla considerazione di numerosi fattori. Questi possono essere interni e dettati dagli interessi, dalle motivazioni, considerazioni e valutazioni personali ma anche da fattori esterni come il contesto di riferimento o i consigli che si possono intercettare. Negli anni abbiamo visto come sia apprezzato anche il consiglio orientativo e l’appoggio dei genitori e della famiglia in generale”.

In un periodo complesso come quello odierno del covid-19 avete notato dei cambiamenti rispetto alle riflessioni espresse dai ragazzi e dalle ragazze?

“Per certi versi vediamo una maturazione! Il periodo sicuramente non aiuta ma la scuola, le famiglie e gli studenti stessi credo stiano cercando di fare del loro meglio. La presenza è innegabile, aiuta nel confronto e nella relazione, soprattutto quando la necessità è quella di vedere e toccare con mano nuove realtà, fatte di laboratori e momenti esperienziali. Possiamo in questo momento rendere il più efficace possibile tutto quanto avviene a distanza”.

 

Quali sono le modalità di orientamento che coinvolgono i ragazzi e le ragazze di 13 anni?

“Da quest’estate è partita una programmazione intensa delle attività prevendo un piano A, in presenza, ma anche un piano B, a distanza. Devo dire che lo sforzo ci sta premiando. Ripensare quindi le attività anche a distanza ci ha permesso di rispondere in modo tempestivo alle diverse scuole che potevano presentare scelte diverse. Stiamo imparando, non con poche difficoltà, nuove competenze come la “fluidità” e il fronteggiare i cambiamenti complessi, abilità che sempre di più dovranno essere messe in gioco dalle nuove generazioni”.

Per ulteriori informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., 045 597108.

                                                                                                                                                                                                   Sara Bellingeri

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