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Daniele Grassucci: “La nostra missione è migliorare la vita degli studenti”

Intervista con il cofondatore del seguitissimo portale Skuola.net, punto di riferimento per tantissimi giovani.

Un’idea che poi diventa progetto vero e proprio fino a trasformarsi in un punto di riferimento sempre in divenire e con in spalla 20 anni colmi di soddisfazioni e traguardi. Parliamo di Skuola.net, portale seguitissimo da numerosi studenti e studentesse con un ampio range di età: dalle scuole medie fino all’università. Contenitore di temi, spunti, appunti (nel senso letterale), confronto e notizie, in Skuola.net i veri protagonisti sono e restano i giovani.

Parlando del connubio tra scuola e giovani è inevitabile parlare di futuro, di scelte e orientamento, di timori e aspirazioni. Ci confrontiamo a questo proposito con Daniele Grassucci, cofondatore e direttore di Skuola.net. Grassucci il 26 settembre è stato ospite dell’importante Festival della Cultura del Lavoro Nobìlita, tenutosi a Bologna nella sede di FICO Eataly, e organizzato dall’associazione nonché community FiordiRisorse e dalla testata nazionale Senza Filtro. Il suo intervento è stato tra i protagonisti dell’appuntamento intitolato “La Scuola che verrà” insieme ad altri relatori e relatrici.

Ripercorriamo la nascita del portale e la sua evoluzione. “Io e gli altri fondatori abbiamo creato Skuola.net mentre frequentavamo il liceo scientifico a Roma - racconta - Eravamo anche i primi ad avere internet a casa: allora non esistevano Google o Wikipedia e abbiamo pensato a un modo per rispondere alle esigenze che incontravamo ogni pomeriggio e che riguardavano i compiti, in alcuni casi da trovare già pronti, la ricerca di testi guida e gli appunti. Abbiamo così voluto dar vita a un sito che mettesse in condivisione il materiale chiedendo agli altri studenti di condividerlo. Non ci rendevamo conto di quello che avevamo iniziato a fare: una vera e propria digitalizzazione del sapere accademico, reso accessibile dagli studenti stessi nei confronti dei coetanei loro coetanei. Skuola.net è una sorta di biblioteca d’Alessandria del sapere studentesco”.

Oggi su Skuola.net sono presenti oltre 200.000 appunti per scuole medie, superiori e università, relativi a tutte le materie. “Questo permette ai ragazzi di avere accesso gratuitamente e in autonomia a una banca dati sterminata e digitalizzata - spiega Grassucci - Ci siamo dovuti evolvere ma nel tempo è sempre rimasta intatta la missione di offrire strumenti utili e innovativi per migliorare la vita degli studenti. La vision è quella di essere sempre il compagno di banco di ognuno di loro”.

I traguardi si sono intrecciati all’implementazione di nuove progettualità attivate per rispondere alle esigenze attuali e con modalità al passo coi tempi. “Abbiamo anche organizzato una redazione giornalistica rendendo gli studenti degli opinion leader - evidenzia a questo proposito - Abbiamo inoltre creato una piattaforma per vendere appunti universitari, guadagnando attraverso ogni download, e un’altra dedicata alle ripetizioni”.

Skuola.net è anche un importante canale di rilevazione delle aspettative degli studenti: quali sono quelle più spesso emerse negli ultimi anni? “Oggi i ragazzi sperimentano nella scuola un’arretratezza di metodologie didattiche, strumenti e contenuti mentre quando vanno fuori vedono un mondo che va molto più veloce e questo crea una pesante distonia. Ciò che spesso manca loro è il senso: del perché si studia e a che cosa serve quello che viene studiato. Una volta c’era la promessa che più ti impegnavi più avresti avuto risultati e successo. Questa promessa è stata tradita perché abbiamo visto caterve di ragazzi che studiano, prendono magari anche i master e una o due lauree, poi però il mercato del lavoro non è in grado di recepirli. Questo perché hanno sbagliato indirizzo oppure l’indirizzo non è adattato alle richieste del mercato del lavoro. Inoltre abbiamo una società che esalta e rende celebri esempi negativi di ignoranza come chi, dopo aver negato l’esistenza del Covid davanti a una telecamera, poi diventa una star. Vent’anni fa sarebbe stato un demerito. Occorre quindi riscoprire un’applicazione pratica e ricongiungere il mondo formazione e quello del lavoro e la cultura stessa al lavoro mentre purtroppo vengono spesso separati”.

Riguardo all’esperienza della didattica a distanza durante il primo lockdown - e ora di nuovo riattivata - che cosa avete rilevato i mesi scorsi da parte di ragazzi e ragazze?

“Non tutti avevano strumenti a casa per poter essere coinvolti in un’esperienza di didattica a distanza appagante e allo stesso tempo non tutte le scuole e i docenti stessi erano pronti per questo tipo di attività. In ogni caso, anche nei casi in cui c’era la preparazione, hanno sentito una grande mancanza: quella del contatto umano che il digitale non può in alcun modo sostituire. Insieme all’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullismo - Di.Te. abbiamo intervistato diversi ragazzi e il sentimento preponderante in quel periodo non erano l’ansia o la paura del virus bensì la solitudine”.

                                                                                                                                       Sara Bellingeri

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