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ITS Academy Turismo Veneto: al lavoro tra alta formazione e ricostruzione

La sfida di uno dei settori più colpiti dalla crisi Covid-19. Ne parliamo con la direttrice della Fondazione regionale distintasi per il rapido inserimento occupazionale dei corsisti e per le proposte formative calibrate sulle esigenze delle aziende. 

Determinazione e competenza per affrontare le sfide più complesse, rimettendosi in gioco con passione. Il turismo è, senza ombra di dubbio, uno tra i settori più colpiti dall’attuale emergenza sanitaria ma non mancano esempi virtuosi da parte di chi si impegna, ogni giorno, per ricostruire un ambito fondamentale per le persone e l’economia. Uno di questi esempi è rappresentato da ITS Academy Turismo Veneto (www.itsturismo.it).
Nata nel 2011, la Fondazione ITS Turismo del Veneto concretizza percorsi di formazione mirata a preparare figure altamente specializzate e che trovino rapido accesso al mondo del lavoro. Didattica esperienziale e confronto continuo con le aziende sono gli ingredienti di successo della realtà risultata prima in Italia, per l’ambito turismo, secondo la classifica stilata dall’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa del Ministero della Pubblica Istruzione. Tra le motivazioni l’alta qualità dei corsi e il rapido inserimento nel mondo del lavoro dei corsisti.

Ci siamo così confrontati con la direttrice Enrica Scopel per parlare di formazione, presente e futuro del settore turistico a livello regionale e nazionale.
“Il nostro principale target restano i giovani che puntiamo molto a valorizzare nel mondo del lavoro - spiega - Ogni percorso formativo dura due anni ed è composto da un 60% di lezioni innovative e da un 40% stage in azienda, sia in Italia che all’estero. Lo stage all’estero si fa in programma Erasmus plus ITS Turismo Veneto, con borsa di studio a copertura dei costi del progetto. Viene realizzato durante il secondo anno.”
Ai corsi di ITS Turismo Veneto ci si può iscrivere a qualsiasi età, è necessario essere in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado. “All’interno dei nostri percorsi non mancano persone adulte che desiderano specializzarsi e riqualificarsi, alzando il proprio livello professionale” evidenzia Enrica Scopel.
Sono attualmente tre i percorsi formativi cardine: “Restaurant Business”, con sbocchi nei settori ristorazione e cantine, “Hospitality management”, con occupazione in ambito alberghiero, agenzie di viaggio, aeroporti, tour operator, e la new entry “Tourism 4.0”.
Tutti corsi rivelano sia una presenza maschile che femminile, in quest’ultimo caso molto elevata nel settore hospitality.

Formazione e mercato del lavoro: due vasi sempre comunicanti


ITS Turismo Veneto fin dalla sua nascita punta molto all’inserimento lavorativo dei corsisti e delle corsiste e opera in modo che questo venga concretizzato al meglio. Un intento che trova poi reali riscontri.


Qual è il segreto di questo successo occupazionale?
“Ogni volta noi riprogettiamo i percorsi insieme alle aziende. Abbiamo centinaia di imprese che collaborano con noi e da cui raccogliamo spunti e informazioni che poi utilizziamo per rendere i nostri programmi realmente aderenti alle esigenze del mercato del lavoro attuale. Questo fa sì che i ragazzi siano poi subito assorbiti a livello lavorativo dalle aziende perché vanno a coprire le loro esigenze specifiche.”
Una mappatura delle esigenze aziendali che s’intreccia a quelle di un settore - il turismo - in continuo cambiamento e che necessita di figure aggiornate e sempre sul pezzo. A questo proposito è necessario più che mai tenere conto della forte crisi attuale.


Quali sono le prospettive formative in ambito turistico nella fase 2?
“Non ci siamo mai fermati e se anche i disagi ci sono stati, dall’altro lato siamo stati avvantaggiati dal fatto di lavorare sui servizi, la comunicazione e la vendita. Partiamo da una considerazione, ossia che la crisi ha bloccato due aspetti strategici: gli spostamenti e l’interazione tra esseri umani, entrambi l’essenza per il turismo. Ricominciare è senza dubbio faticoso ma stiamo studiando dei modelli di gestione diversa della fruizione turistica. Questo ha portato a un’accelerazione fortissima dell’attività formativa che in 7 giorni è passata tutta da offline a online, compresa la parte pratica. Per fortuna nei nostri corsi utilizzavamo già molto la tecnologia e questo ci ha facilitato. Abbiamo anche convertito lo stage in un project work aziendale, intercettando oltre 200 aziende affinché ci dessero un progetto da fare a distanza e che fosse legato allo sviluppo dell’impresa. Ora che si sta aprendo la possibilità di entrare in azienda i nostri ragazzi stanno proseguendo il loro progetto all’interno delle stesse. La formazione comprende l’aspetto della sicurezza. Uno dei corsi che tiene più conto di queste modifiche è, ad esempio, quello del restaurant business manager. Quando parliamo di cibo non ci riferiamo infatti solo all’aspetto organolettico e di manipolazione ma anche degli spazi di fruizione”.


Turismo tra presente e futuro


L’emergenza Covid-19 ha richiesto una grande capacità riorganizzativa generale, a maggior ragione per quei settori già di per sé in continuo divenire.
In generale quali sono le prospettive per il rilancio futuro del turismo, così importante in Italia e nella stessa regione Veneto?
“Pian piano si riaprirà tutto tenendo conto che sono cambiate le modalità di fruizione. Noi stiamo progettando per iscritto tutte le soluzioni affinché risultino realmente inclusive rispetto alla sicurezza, alla prevenzione, alla gestione delle relazioni e degli spazi. Spero che la ripresa riguardi anche il fronte dell’export, filiera importantissima per far conoscere il made in Italy. Si riaprirà anche la fiducia. Stiamo mettendo in piedi una serie di protocolli che devono essere comunicati all’esterno. Questo diventerà davvero uno dei Paesi più sicuri perché abbiamo protocolli rigorosi oltre a una grande attenzione e un forte investimento da parte delle aziende.”


A questo punto possiamo sfatare un grande stereotipo, ossia: il turismo può convivere anche con il distanziamento fisico di 1 o 2 metri?
“Sì e abbiamo anche una prospettiva di sviluppo e di avvicinamento per la fase 3 e 4. Gli stessi ragazzi che si formano nel settore oggi, usciranno da un percorso di questo tipo tra un paio di anni quando probabilmente torneremo in vetta alla classifica dei paesi più visitati al mondo. Dobbiamo riuscire a comunicare non solo le difficoltà ma anche tutto quello che stiamo mettendo in piedi per salvaguardare uno dei beni più preziosi del nostro paese. Il nostro lavoro è proprio orientato a migliorare la fruibilità del sistema.”
                                                                                                                                                                                      

                                                                                                                                                                                                                                                      Sara Bellingeri 

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