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Discipline STEM e donne: luoghi comuni da mettere KO

Scienze, tecnologia, ingegneria e matematica sono tuttora materie scelte maggiormente dalla popolazione maschile, come confermano i dati a livello nazionale, influenzando l’ambito lavorativo. Ne parliamo con Serena Capodicasa dell’Associazione We STEAM Verona che si occupa di sensibilizzare sul tema.

Le materie tecnico-scientifiche quanto sono scelte dalle donne e tuttora presentano un gap di genere? Per rispondere al meglio a queste domande puntiamo i riflettori sul cosiddetto ambito STEM. STEM altri non è che l'acronimo, dall'inglese, di Science, Technology, Engineering, Mathematic ossia scienze, tecnologia, ingegneria e matematica. Quattro discipline importanti che sfociano in altrettanti ambiti lavorativi fondamentali. Anche su questo fronte però non mancano alcuni luoghi comuni che influenzano non solo il modo di concepire le materie STEM - spesso reputate difficili o pesanti - ma anche la stessa scelta del percorso di studi da parte della popolazione femminile.

A questo proposito abbiamo fatto il punto della situazione con Serena Capodicasa, presidente dell'associazione culturale We STEAM Verona - dove la A sta per Arte - che si occupa proprio della promozione dello studio e dei mestieri inerenti alle discipline STEAM sul territorio veronese. In cantiere è anche previsto un grande evento che metterà in rete diverse realtà e figure che si occupano di STEM e che si terrà l'anno prossimo, tutelando le norme di sicurezza anti Covid-19.

Con Serena abbiamo voluto riflettere sui dati delle nuove immatricolazioni a livello nazionale, mettendo a confronto le differenze di scelte compiute tra iscritti uomini e iscritte donne. Focalizzandoci, ad esempio, sull'anno scolastico 2019/2020, la percentuale di iscritte donne alle materie STEM sfiora di poco il 30% mentre la percentuali di iscritti uomini è poco più del 50%. Se guardiamo l'iscrizione alle altre discipline non STEM, scopriamo - sempre per lo stesso anno di riferimento - che la percentuale di donne iscritte è quasi del 70% mentre quella degli uomini è leggermente più bassa del 50%.

"Quello che stupisce è che, se da un lato la popolazione maschile si divide tra coloro che studiano discipline STEM e coloro che invece scelgono altre discipline, la popolazione femminile propende in larga percentuale sulle discipline non STEM" commenta Serena Capodicasa. I grafici inseriti nell’articolo confermano questi aspetti.

Ma perché le donne scelgono meno le materie STEM? "C'è chi pensa che sia una questione di semplice preferenza di genere nei confronti di materie differenti. Se così fosse, a fronte di una scelta meno indirizzata alle STEM da parte della popolazione femminile, dovremmo vedere nella popolazione maschile una forte preponderanza di scelta verso le discipline STEM. Invece, gli uomini si dividono equamente tra facoltà STEM e non STEM."

Quali sono allora le reali motivazioni? "I dati sono la conferma di ciò che hanno fatto emergere diverse ricerche, ossia che molte ragazze non si sentono a proprio agio nel mondo delle STEM. Questo può essere dovuto a varie cause. Innanzitutto una bassa aspettativa da parte di alcune figure di riferimento dell'infanzia, come genitori e insegnanti, nei confronti del loro eventuale successo nelle materie STEM. Altro elemento che pesa è la scarsa presenza di modelli femminili nelle materie STEM. Non è un caso infatti che la facoltà di Medicina, a seguito di alcune donne diventate famose in questo campo, sia stata sempre più popolata da donne. C'è poi la sensazione che si tratti di "materie da uomini" proprio perché costruite e disegnate perlopiù da loro. Non manca la percezione di essere fuori posto, visto l'elevato numero di uomini iscritti alle facoltà STEM, rispetto al numero di donne. Oltre a ciò l'impressione di dover poi entrare in un mondo del lavoro non inclusivo per una presenza femminile. Un mondo che spesso non è immune ai pregiudizi di genere anche nei confronti di scienziate e professioniste affermate, o che vede queste ultime come delle felici eccezioni."

Tanti stereotipi che si trasformano in veri e propri pregiudizi che permeano non solo le ragazze ma anche la società. L'Associazione coordinata da Serena s'impegna ad affrontare questi preconcetti attraverso un'attività di sensibilizzazione, come spiega lei stessa: "L'abbattimento degli stereotipi sulle materie STEM è quindi prima di tutto una sfida culturale. L'intera popolazione necessita di essere sensibilizzata sull'importanza di un maggiore accesso alle STEM da parte delle donne. Occorre poi mettere in luce le tante donne che nelle STEM lavorano ogni giorno e ottengono successi e che troppo spesso non presenziano a iniziative culturali legate a questi temi. È proprio per questo motivo che è nata We STEAM Verona: dare risalto ai riferimenti femminili nelle STEM e per far trovare alle ragazze più giovani dei punti di riferimento, sempre femminili, in queste materie. Altro obiettivo è coinvolgere anche un punto di vista differente sulle tematiche STEM, che spesso sono narrate solo da uomini".

Accanto a riferimenti noti come quelli di Margherita Hack, Dorothy Crowfoot Hodgkin, Ada Lovelace, Rita Levi Montalcini, esistono professioniste tuttora in attività che portano alto il valore delle STEM. Tra gli esempi: Mariafelicia de Laurentis, astrofisica che ha collaborato a fotografare il primo buco nero, Valeria Cagnina, che a soli 16 anni ha fondato una scuola di robotica, Fabiola Gianotti, direttrice del CERN di Ginevra. Questi sono solo alcuni dei nomi che brillano nel panorama della storia della scienza insieme a quello di tante donne che ogni giorno permettono alla ricerca, nei vari ambiti STEM, di proseguire, migliorando la vita delle persone. Un ambito che attende nuovi contributi che mettano KO pregiudizi e timori, senza confini.

                                                                                                                                                                                                                                                              Sara Bellingeri

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