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Uno stage alternativo – Tirocinio curriculare obbligatorio

 

Intervista a Matteo Ferrarini

Lo stage è un’esperienza formativa nel mondo del lavoro che permette di mettere in pratica le competenze acquisite sul piano teorico durante il percorso degli studi e orientare lo studente verso una futura scelta professionale consapevole.

Può essere svolto in Italia o all’estero, presso aziende, studi professionali, università estere o presso enti di ricerca pubblici o privati. 
Matteo ha 21 anni e frequenta il terzo anno di Scienze e tecnologie per l’Ambiente all’Università di Milano-Bicocca. Nel suo piano di studi era previsto un tirocinio curriculare obbligatorio (cioè previsto nel piano degli studi e legato all’acquisizione di crediti formativi universitari CFU), organizzandosi con anticipo è riuscito ad unire il suo desiderio di fare volontariato per le tartarughe marine con la necessità di fare lo stage entro il terzo anno.
Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua esperienza e qualche consiglio per i futuri tirocinanti:

1. Dove hai svolto lo stage? Perché desideravi andare in Costa Rica? Come hai organizzato la partenza?
Tutto è iniziato perché l’estate scorsa desideravo fare attività di volontariato in particolare per le tartarughe marine. Cercando su internet ho trovato varie proposte e quella del progetto “Mama Carey”, organizzato dalla Corcovado Foundation mi è sembrata la più interessante. Ho scelto questo progetto in Costa Rica, precisamente sulla penisola di Osa, sulla costa pacifica, perchè rispetto alle altre proposte lì c’era la foresta pluviale e l’attività si svolgeva circondati dalla natura e dagli animali. Sono partito il 29 luglio e l’attività è finita il 27 agosto, quindi è durato circa un mese dell’estate tra il mio secondo e terzo anno di studi. Dopo essermi iscritto tramite il sito mi hanno mandato delle informazioni pratiche su cosa portare e ho prenotato il volo. Dovevo partire per forza con uno zaino, la valigia sarebbe stata ingombrante per raggiungere la sede: bisognava percorrere un tratto in barca e poi camminare per un pezzo sulla spiaggia. La possibilità di farmi riconoscere l’esperienza come stage si è presentata dopo l’iscrizione: l’associazione mi ha chiesto un riferimento dell’università e così ho contattato il mio professore di zoologia. È stato lui a suggerirmi di informarmi riguardo allo stage. Ho contattato quindi la segreteria e alla fine mi hanno confermato che potevano riconoscermelo. 

2. Com’è andata l’esperienza? 
L’esperienza è andata benissimo, è stata una delle più belle che abbia mai fatto. Facevamo sia attività più strettamente legate al lavoro con le tartarughe come pattugliare la spiaggia di notte per cercare i nidi e spostarli in un recinto al sicuro da cani o bracconieri, oppure rilasciare le tartarughe che si erano schiuse e contare i nati. Sia attività extra come pulire la spiaggia una volta a settimana e catalogare i rifiuti trovati o raccogliere le provviste, le noci di cocco, farne l’olio e il latte. Faceva parte del progetto fare anche lezioni di inglese e educazione ambientale ai bambini della scuola locale, per passargli il messaggio di proteggere la natura in cui vivono.
Lati positivi: ho imparato un sacco di cose nuove, sia legate al mio percorso di studi, ad esempio come viene svolta un’attività di conservazione, sia altro come cucinare il platano e aprire le noci di cocco, cose che mi hanno sicuramente arricchito. Anche le persone che lavorano lì, biologi soprattutto, sono tutte interessanti e ho potuto imparare molto da loro. Infine ho vissuto benissimo quello stile di vita immerso nella natura.
Lati negativi: l’unica cosa” negativa” che posso raccontare è stata trovare una mia cintura tutta ammuffita. Lì c’è davvero tanta umidità e le cose ammuffiscono molto facilmente. 

Matteo CostaRica Tarta

3. Pensi che fare questa esperienza ti abbia aiutato nella scelta di come e se continuare il tuo percorso di studi?
Già da prima sapevo che mi sarebbe piaciuto lavorare con gli animali. Grazie a questa esperienza ho capito che quello che vorrei fare in futuro è proprio questo. Mi è stata utile perché ho visto com’è nella pratica fare un lavoro del genere e ho potuto parlarne con esperti che svolgono già questo tipo di attività, che mi hanno anche dato dei consigli su come continuare gli studi. 

4. Quali consigli daresti a chi si sta attivando per fare il tirocinio previsto dal suo corso di studi?
Il tirocinio che prima vedevo come qualcosa che dovevo fare obbligatoriamente può essere un’attività importante per capire meglio com’è lavorare nel proprio ambito di studi e quindi come orientare il proprio futuro. Quello che posso consigliare è di mettersi a cercare con largo anticipo, due mesi prima della scadenza avrai basse possibilità di trovare opportunità perfettamente in linea con ciò che ti interessa. Consiglio anche di informarsi bene e parlare con i professori, chiedere e chiedere. Sul sito dell’università io ad esempio avevo letto che per farmi riconoscere l’attività come stage dovevo essere già iscritto al terzo anno e invece parlandone con la segreteria e il mio professore ho capito che non era così. 

5. Qual è il tuo motto?
Cito il motto della Costa Rica, “Pura vida”, perché la vita che facevamo là era pura, semplice, essenziale, bella e intensa.

Matteo CostaRica progetto

A cura di Rosamaria Provenzale

12 novembre 2018

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